L’elettorato svizzero ha respinto l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni!». In questo modo lancia un segnale importante a favore di relazioni stabili con l’Unione europea e di condizioni quadro affidabili per l’economia e il turismo.
... crea incertezza giuridica e a livello di pianificazione per le imprese turistiche.
... impedisce il reclutamento di personale qualificato urgentemente necessario.
... comporta una perdita di qualità.
... mette a rischio l’intera catena del valore turistica.
... trasforma la Svizzera in un’isola dei visti.
... peggiora l’accessibilità della Svizzera.
... danneggia la reputazione della Svizzera come destinazione turistica aperta.
L’iniziativa del caos, che sarà sottoposta a votazione il 14 giugno 2026, prevede l’introduzione di un limite massimo arbitrario della popolazione svizzera con lo scopo di impedire la migrazione orientata al mercato del lavoro e priverebbe l’economia di importanti lavoratori qualificati. Per rispettare il limite massimo di dieci milioni, dovrebbe essere disdetto anche l’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) con l’UE. A causa della clausola ghigliottina, in caso di disdetta dell’ALC diventerebbero nulli anche tutti gli accordi bilaterali I.
L’iniziativa chiede che le prime misure vengano adottate già al raggiungimento dei 9,5 milioni di abitanti. Secondo l’Ufficio federale di statistica, questa soglia potrebbe essere raggiunta nel 2031. Di conseguenza, le prime misure dovrebbero essere adottate già tra cinque anni; vengono citati espressamente il settore dell’asilo e il ricongiungimento familiare. Tuttavia, anche il ricongiungimento familiare è un elemento centrale dell’ALC. Non è chiaro come reagirebbe l’UE a una violazione così grave dell’accordo.
L’iniziativa compromette dunque il percorso bilaterale della Svizzera nel suo complesso. Quest’ultimo è però di grande importanza per il turismo. L’iniziativa minaccia il reclutamento di personale qualificato, i collegamenti internazionali della Svizzera e l’accesso al mercato interno. La sua accettazione causerebbe quindi gravi danni all’intera economia svizzera, in particolare al settore turistico, e provocherebbe un grande caos. Per questo motivo è stata definita «iniziativa del caos».
Il settore turistico dice no all’iniziativa del caos: le domande e le risposte più importanti
Le seguenti organizzazioni fan-no parte del comitato turistico che si impegna a favore di buoni rapporti con l’UE e con-tro l’iniziativa del caos: